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venerdì 20 novembre 2015

mercoledì 4 novembre 2015

LASCIARE ANDARE

Lasciare andare ciò che ci causa malessere è AMARE sé stessi...è GUARIRE le proprie ferite (che nulla hanno a che vedere con l' altro), è LIBERARSI dai condizionamenti, dal bisogno di consenso ed approvazione: sembra una meta impossibile, invece un CAMBIO DI PROSPETTIVA e uno sguardo d 'amore verso sé stessi può davvero generare la svolta e mettere ali al nostro essere Luce!!!! 

Fluire come la natura magistralmente ci insegna!

Tutto questo porterà automaticamente a sentirsi grati, leggeri e forti! La felicità, in realtà, non sta nella meta ma nel viaggio e fondamentale è percorrere il nostro personale cammino coltivando la ricerca e la fiducia nel bello possibile...
Il "nuovo" è dietro la porta: apriamola!!! Solo se ci liberiamo veramente del "vecchio" riusciremo a fare spazio e ad ACCOGLIERE il "nuovo", che arriva quando siamo veramente pronti ad abbandonare ciò che ci causa malessere  e a cui paradossalmente ci attacchiamo perché ciò a cui siamo abituati costituisce il conosciuto e ciò che ci rassicura. Osiamo ed abbracciamo nuove prospettive, amando e rispettando prima di tutto noi stessi!
Non è facile ma è Possibile.

sabato 31 ottobre 2015

I NOSTRI DESIDERI CI DICONO CHI SIAMO



Ogni volta che proviamo ad immaginare chi vorremmo essere...i nostri sogni prendono forma, colore, respiro! Chiudiamo gli occhi e sorridiamo ad ogni dettaglio che contribuisce a dar vita al nostro pensiero-desiderio. Farlo aiuta a visualizzare, a focalizzare i nostri sogni, a proiettarci nella possibilità della loro realizzazione. Aiuta a non sentirli impossibili! Perché per il solo fatto che desideriamo qualcosa vuol dire che siamo in grado di realizzarla, di muoverci verso essa, di farla diventare un obiettivo. L'importante è non farci angosciare da esso e non allontanarci dalla realtà o meglio dal presente. Tutto ha inizio dove siamo e non dove vorremmo essere. Spesso invece sottovalutiamo lo step più importante: partire da dove siamo, dal nostro presente, da ciò che siamo e che ci circonda, da ciò che abbiamo. La mia deformazione professionale (nonché la mia predisposizione ad esplorare ed apprezzare tutto) mi porta sempre a focalizzarmi sul momento presente e a studiare le sue infinite potenzialità: solo noi siamo responsabili della nostra capacità di accettare il nostro presente e di fare il passo "giusto" verso ciò che vogliamo realizzare!

Si...i nostri desideri ci parlano di noi...e ci aiutano a capire come direzionarci verso essi.
Un passo alla volta...fiducia...pazienza...e tutto può realizzarsi...cominciando proprio da dove siamo.
I nostri sogni ci dicono come vorremmo espandere la nostra creatività, la nostra sfera espressiva ed è nostro diritto e nostro dovere ascoltarli.
Focalizzare.. pianificare...apprezzare il presente e gustare il profumo della conquista di chi siamo destinati a diventare!

giovedì 29 ottobre 2015

lunedì 13 maggio 2013

NATURA E POSSIBILITA' PER EMILY DICKINSON

                  E a voi quest'immagine cosa ispira ? A me serenità e tre poesie...


Io vivo nella possibilità,

una casa più bella della prosa,
di finestre più adorna,
e più superba nelle sue porte.

Ha stanze simili a cedri,
impenetrabili allo sguardo,
e per tetto la volta
perenne del cielo.

L’allietano visite dolcissime.
E la mia vita è questa:
allargare le mie piccole mani
per accogliervi il Paradiso.

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“Natura” è ciò che noi vediamo:
la collina, il meriggio, lo scoiattolo,
l’eclisse, il calabrone,
Natura è Paradiso.
Natura è ciò che udiamo:
il fringuello ed il mare
il tuono, il grillo,
Natura è melodia.
Natura è ciò che conosciamo,
ma non sappiamo esprimere:
così impotente la nostra saggezza
contro la sua semplicità.

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La natura usa il giallo più di rado
che ogni altra tinta.
Tutto per i tramonti lo riserva
è prodiga, invece, di blu
Come una donna abbonda di scarlatto-
ma sceglie il giallo solo raramente
con molta cautela lo misura
come un innamorato le parole.



Emily Elisabeth Dickinson

domenica 12 maggio 2013

LA MADRE DI EDMONDO AMICIS



Vi è un nome soave in tutte le
o lingue, venerato fra tutte le genti.
il primo a che suona sul labbro
del bambino con lo svegliarsi
della coscienza. l'ultimo che mormora
il giovinetto in faccia alla morte;
un nome che l'uomo maturo e il vecchio
invocano ancora, con tenerezza
di fanciulli, nelle ore solenni della vita,
anche molti anni dopo che non è più
sulla terra chi lo portava; un nome
che pare abbia in sé una virtù misteriosa
di ricondurre al bene. di consolare e
di proteggere. un nome con cui si dice
quanto c'è di più dolce. di più forte.
di più sacro all'anima umana.
la madre.